lunedì 20 ottobre 2008

CAPITOLO OTTAVO


Sono passate ormai due settimane da quel maledetto giorno.
Kia si è svegliata , ma non ricorda nulla di quello che è successo , e forse è meglio così , per non turbarla le abbiamo raccontato che ha avuto un brutto incidente col motorino. Le sue condizioni non sono più così gravi come sembravano all’inizio , fatica ancora a parlare e i dolori a volte sono forti … però è VIVA … questo è l’importante … e poco alla volta si rimetterà a pieno. Purtroppo non ha recuperato l’uso delle gambe … i medici non sanno se lo riacquisterà mai .
Lei è fiduciosa e cerca di tirare su il morale a tutti con la sua allegria e gioia di vivere … forse perché non serba nessun ricordo della violenza che ha subito … chissà se la penserebbe allo stesso modo se sapesse?...
Dal canto mio passo le giornate tra l’ospedale , il ristorante e casa Marconi , i genitori di Kia non la lasciano un attimo , si sono praticamente trasferiti nella clinica , e io non me la sento di lasciare solo Mark … anche se sta meglio si sente ancora responsabile ed è giù di corda , così la mattina sto con Kia e il pomeriggio do una mano a mia madre e la sera stò con Mark.


Sono le 10 di mattina e ,come sempre negli ultimi giorni, mi trovo all’ospedale di fronte alla stanza di Kia … la porta è aperta e riesco a vedere la mia amica che cerca di passare dal letto alla sedia a rotelle che si trova alla sua destra … non si accorge della mia presenza ma io posso vedere l’enorme sforzo che chiede al suo corpo non ancora ristabilito e dolorante … mi vengono le lacrime agli occhi …
“Ehi carota … che ti prende!? Come mai quella faccia buia?”
“Niente niente … Come ti senti oggi? … Vuoi una mano? ”
“Naaaa …. Almeno quando mia madre non è nei paraggi vorrei fare le cose da sola !”
“Come vuoi Kia!”
“Siete tutti così strani sai! Mi guardate con una faccia … non so come dirlo ... ehi io sto bene ora , mi riprenderò no!? “
E’ incredibile la sua forza di spirito! Io, come la sua famiglia , siamo felici della sua ripresa , ma sapere quello che le è successo realmente è un peso enorme .
“Non hanno ancora trovato il responsabile?”
“No …. No Kia ,non l’hanno ancora trovato!”
Nel frattempo è riuscita a adagiarsi sulla sedia a rotelle e si avvicina a me , che sono rimasta appoggiata allo stipite della porta.
“Tu piuttosto … non hai nessuna novità da raccontarmi?”
“Di che tipo?”
“Non lo so! Sono stata “assente” qualche giorno sai ?! … Lavori con tua madre allora? “
“Si l’aiuto qualche ora nel pomeriggio e sai …. Ho conosciuto un ragazzo ma niente di che … anzi non è proprio nulla non lo sento e non lo vedo da due settimane ormai … “
Già. Perché da quella maledetta sera Gabriel non mi ha più cercata, me lo sentivo che sarebbe andata così rinunciando all’uscita ma , d’altra parte penso di aver preso la decisione giusta. Potrei chiedere alla zia ma non ho il coraggio!
“Ah … mi spiace Mary ! Ma racconta tutto dai !”
Non me lo faccio ripetere due volte e inizio a raccontarle tutto , poi continuiamo a parlare ricordando alcuni momenti del passato ridendo come matte!
Quando smettiamo di parlare mi accorgo che sono passate quasi tre ore , è tardissimo e devo scappare a casa , tra poco devo entrare a lavorare.
Saluto Kia, promettendole che il giorno dopo la porterò fuori ,nel giardino dell’ospedale, sempre che i medici me lo permettano.
Arrivata a casa trovo una sgradita sorpresa : Giuly , l’odiosa fidanzata di mio fratello.
L’unica cosa che è capace di fare è criticare gli altri , mettendosi al di sopra di tutto e tutti.
Giuly è una ragazza bellissima ,non lo metto in dubbio, però è quello che si definisce la bella/oca ,non credo che abbia mai posseduto un cervello a dire il vero.
Lei e Lucas sono seduti sul divano intenti nel loro sport preferito : pomiciare! Quando entro si accorgono a mala pena della mia presenza .
“Ciao ragazzi!”
Giuly alza lo sguardo nella mia direzione e senza neanche salutarmi inizia subito a fare le sue pungenti osservazioni.
“Non mi dirai che sei andata in giro vestita a quel modo vero?! Non ti facevo così coraggiosa!”
Devo risponderle!? Probabilmente sarebbe meglio se la prendessi direttamente a capate! Sfodero il mio sorriso da presa in giro migliore e le rispondo.
“Sai credo che fra noi due sia tu la più coraggiosa! Io non riuscirei mai ad andare in giro con una faccia simile!”
“Mary abbassa il tono o mi incavolo seriamente!” Sempre pronto a difendere la sua ciccina lui!
“Stai tranquillo cicci … tua sorella stava solo scherzando! Vero?”
“Certamente o mia ADORATA cognatina!”
La visione di quella vipera tutta rifatta mi è diventata insopportabile! Giuro che se dovessi trovarmi su un’isola deserta con lei non esiterei ad affogarla!
Mi precipito in cucina ,prima che i miei istinti omicidi prendano il sopravvento, e mi preparo un toast per pranzo, è la cosa più veloce da cucinare e mi consente di poterlo mangiare anche fuori, lontano da quella faccia di gallina di Giuly.
“Che maleducata che sei Mary! Potevi preparare un toast anche per me e tuo fratello! Ciccino dille qualcosa!”
“Se hai fame sono sicura che il tuo Ciccino sarà lieto di prepararti qualcosa di più che un semplice toats! Non vorrei mai che la sua regale bocca si sporcasse con del volgare pane e prosciutto!”
Prendo e esco prima che possa aprire nuovamente quei canotti che si ritrova al posto delle labbra.
Mi siedo al tavolo del ristorante, tanto è ancora chiuso per la pausa pomeridiana, e inizio a gustarmi il mio pranzo in santa pace!
In quel momento entra una ragazza dall’aria timida e un po’ spaventata
“Scusi ma siamo ancora chiusi, riapriamo alle 14 se vuole!”
La ragazza mi guarda torcendosi le mani.
“Ha bisogno di qualcosa? Posso aiutarla?”
“Si …. Cioè non lo so! Sono entrata per chiedere un’informazione … volevo … volevo…”
E’ in evidente imbarazzo, quindi cerco di metterla ,come posso, a proprio agio facendola accomodare su una sedia.
“Ecco … io sono venuta ad abitare proprio qui davanti da pochi giorni , sono una brava cuoca e stò cercando lavoro … ho due figli da mantenere … hanno 7 anni … sa sono due gemellini … ecco volevo chiedere…”
“Ho capito voleva chiedere se avevamo un posto per lei!? Mi dispiace ma abbiamo già un cuoco e per il momento non cerchiamo altro personale …”
Tira un sospiro e i suoi occhi diventano lucidi … mi intenerisce questa ragazza, più o meno deve avere la mia età.
“Però se hai un attimo di pazienza posso chiedere a mia madre se sa di qualche lavoro disponibile nei paraggi!”
La ragazza sembra rianimarsi e mi guarda come se le avessi detto che le regalo cento mila simoleon !
“Oh sarebbe fantastico! Le sarei grata!”
“Dammi pure del tu! Io sono Mary Stuwesant e tu sei?”
“Holly , Holly Federshine!”
“Bhè , piacere di conoscerti Holly!”
Holly è una ragazza molto simpatica e aspettando il rientro di mia madre ho il tempo di scoprire qualche particolare della sua vita :
Si è trasferita in paese da circa una settimana , è rimasta incinta a 16 anni e il padre dei bambini non ha voluto saperne nulla , per questo portano il cognome della madre , ne ha sofferto molto ma per fortuna i suoi genitori le sono stati accanto e l’hanno aiutata a crescerli , permettendogli di continuare gli studi . Purtroppo un brutto male glieli ha portati via un anno fa a poca distanza l’uno dall’altro, lasciandole qualche soldo in eredità ,per questo ha deciso di trasferirsi in un’altra città e costruirsi una nuova vita coi suoi bambini Ben e Becky di 7 anni.
Appena entra mia madre e fatte le dovute presentazioni la informo del problema della mia nuova amica
“Per pura coincidenza stavo proprio cercando un nuovo aiuto cuoco,Arrieth ormai non è più una ragazzina e ho paura che tra non molto voglia andare in pensione , per cui se vuoi un posto nel mio locale ci sarebbe. La paga non è molto alta però!”
Questa notizia mi giunge nuova! Arrieth in pensione!?! Ma se ha sempre detto che sui fornelli ci sarebbe morta!?! Poi guardo come mia madre osserva Holly e forse capisco … Sente una certa somiglianza con se stessa e prova un forte senso di solidarietà … anche lei ha dovuto crescere due bambini da sola e sa quanto può essere difficile se nessuno ti aiuta.
Comunque sono veramente felice che abbia preso questa decisione, Holly sembra davvero una brava ragazza e credo che si troverà bene con noi.

mercoledì 15 ottobre 2008

CAPITOLO SETTIMO




Lentamente e non senza fatica riesco a riaprire gli occhi … ma cosa è successo? Non ricordo … Perché Mark e sua madre mi stanno guardando con quell’espressione preoccupata?
La nebbia piano piano si dissolve e ricordo tutto … l’ospedale … Kia … quello che è successo! Per un attimo mi è sembrato che fosse frutto di un sogno, un orribile incubo, invece è tutto vero.
“Mary tesoro ti senti meglio?”
“Si … Signora Marconi … non capisco … cosa è successo?”
“Sei svenuta cara. Ci hai fatto preoccupare , per fortuna Mark ti ha presa prima che battessi la testa a terra!”.
Ha il viso teso e gli occhi rossi ,come chi ha passato la notte sveglia a piangere , vedo che tenta di sorridermi , ma quello che le esce somiglia più a una smorfia che a un sorriso … allunga una mano verso di me e mi carezza dolcemente la guancia. Rimane qualche istante accovacciata al mio fianco per assicurarsi che stia meglio , osservandomi con gli occhi che lentamente si riempiono di lacrime , poi ritrae la mano di scatto per coprirsi il viso … si avvicina al letto ,dove è stesa immobile Kia, e le carezza delicatamente la testa rasata sussurrandole parole dolci come solo una madre sa fare.
Io non ho ancora avuto la forza di alzarmi da terra , dove mi deve aver posato Mark quando sono svenuta.
Inaspettatamente sento una presa che mi stringe forte le spalle facendomi sussultare per la sorpresa.
“Vieni ti accompagno a casa … è meglio se non rimani qui!” Annuisco
Dolcemente Mark mi aiuta ad alzarmi . Prima di uscire dalla stanza mi avvicino alla mia amica e le sfioro la fronte con le labbra … vederla in questo stato mi fa male.
La strada verso casa sembra lunghissima anche se in realtà e breve , Mark ed io non riusciamo ad aprire bocca … ognuno è assorto nei suoi pensieri … Penso a quale bestia possa aver fatto una cosa simile … Con che coraggio riesce a guardarsi allo specchio ogni mattina? … Non riuscirò mai a capire perché l’uomo debba fare gesti simili … Definire bestie questi esseri è un’offesa al mondo animale!
Mark ha sempre gli occhi lucidi … ha il viso tirato e stanco come quello della madre … non sembra più lo “spaccamontagne” che è sempre stato … lui, sempre così sicuro di sé e sfrontato ora sembra un bimbo spaventato dal buio … vorrei poterlo confortare ma non saprei come … non so cosa dire o fare per farlo stare meglio … e comunque forse non servirebbe …
Siamo quasi sotto casa mia quando Mark interrompe il silenzio che ha regnato finora tra noi
“Mary … posso chiederti una cosa?”
“Certo, tutto quello che vuoi!”
“Potresti stare con me questa notte? … Non ce la faccio a tornare in ospedale … non ce la faccio a vedere la mia sorellina in quello stato … so che è da egoista da parte mia ma … non riesco … mi sento troppo responsabile … Mamma e papà rimarranno con lei , non vogliono lasciarla … Oh Mary ti prego non lasciarmi solo!”
Non ho dubbi , Mark è come un fratello per me e chi lascerebbe solo un fratello nel momento del bisogno? Di certo non io …
“Non ti preoccupare Mark starò con te!”
In fretta entriamo in casa e spiegata la situazione a mia madre, vado in camera mia per prendere le poche cose di cui avrò bisogno per trascorrere la notte in casa Marconi.
Solo ora mi accorgo che il telefonino sta suonando dentro la borsa … Numero privato … di solito non rispondo quando non compare il numero, ma questa volta premo il tasto verde prima di rendermene conto.
“Pronto”
“Mary?”
“Si … sono io!” la voce mi è famigliare ma non riesco ad associarla a un volto
“Sono Gabriel … ti ricordi vero?”
“Si … certo che mi ricordo …” sto per chiedergli il motivo della chiamata ma non mi dà il tempo di continuare la frase
“Dovevamo vederci questa sera … ricordi che mi hai dato il numero per metterci d’accordo? … sei sempre dell’idea vero?”
Con tutto quello che è successo il mio Angelo mi era uscito dalla mente … anche se è quello che sogno da giorni non me la sento di uscire con lui … non sarebbe giusto!
“Si … cioè no … scusami ma purtroppo è successa una cosa e … insomma non me la sento di uscire … magari un’altra volta …”
Dall’altra parte della linea cala il silenzio … sento solo il suo respiro …
“Ah … senti facciamo una cosa, sono in città al Caffè Renè , se cambi idea io sono qui. Ciao”
HA messo giù senza darmi il tempo di rispondere.
Sono consapevole che probabilmente ho rovinato l’unica occasione di uscire col mio Angelo moro … ma che razza di persona sarei se andassi a “divertirmi” mentre la mia migliore amica lotta per la vita in un letto di ospedale? Non me la sento … preferisco perdere un sogno e stare vicino a Mark in questo triste momento … Finisco in fretta di preparare la borsa e poi scendo al piano di sotto, dove mi aspetta Mark.
In poco tempo siamo a casa sua … ormai è sera e il vialetto d’ingresso è rischiarato solo dalla luce della luna piena che brilla in cielo.
Casa Marconi è un’immensa villa , la più bella di tutto il paese , ha un giardino immenso nella parte anteriore, dove io Mark e Kia abbiamo giocato tanto da piccoli a rincorrerci o a fingere che fosse un bosco pieno di misteri ed esseri magici ,che avremmo dovuto trovare per vivere storie fantastiche come quelle che vedevamo sempre alla tv o che leggevamo nei nostri libri.
Mi si riempiono gli occhi di lacrime a ricordare questi momenti , ora che quei momenti felici non ci sono più e la vita di Kia era appesa a un filo.
Ci sediamo sul divano e Mark accende la TV , è più un gesto meccanico che altro … il suo sguardo non è rivolto alle immagini che scorrono sullo schermo , ma verso un punto preciso al di sopra di esso … le foto sulla mensola che ritraggono noi tre insieme … lui e la sorella … le foto per un book fotografico che si è fatta fare Kia quest’estate … Non riesce a trattenere le lacrime e inizia a singhiozzare appoggiando la testa sulle mie gambe .Vorrei piangere anch’io … ma non posso piombare nella disperazione … sono qui per aiutare e calmare lui …
Dolcemente inizio ad accarezzargli la testa e lui piano piano si tranquillizza e cade nel sonno.
Spengo la Tv , tanto non riuscirei a guardarla … mi da quasi fastidio …. Decido di non svegliare Mark e di lasciarlo riposare tranquillo almeno per qualche ora … ne ha bisogno!
Quindi chiudo gli occhi sperando di sprofondare anch’io nello stesso sonno tranquillo e liberatorio del mio amico.

mercoledì 8 ottobre 2008

Capitolo sesto


Mark piange e singhiozza all'altro capo del cellulare, mi sta parlando ma le parole sono confuse...le uniche cose che riesco a capire sono "...ieri sera...ospedale...è grave..ti prego vieni..." prima che la comunicazione si interrompa.
Tutta la felicità che sentivo fino a pochi istanti prima , improvvisamente scende sotto le scarpe , lasciando il posto a una profonda angoscia...chi è in ospdedale? Cosa è successo?...Mark era talmente agitato che non sono riuscita a capire niente.
Mi viene in mente che la signora Marconi soffre di problemi al cuore e già una volta è stata ricoverata in ospedale .... che le sia successo qualcosa? ...Ha avuto una ricaduta?



Mi passano per la mente mille cose che possono essere successe, poi mi convinco sempre di più che la causa della disperazione di Mark non può che essere la madre...Mi sento male... lei è come una seconda mamma per me, tutta la famiglia è come se fosse una MIA seconda famiglia...mi sembra di essere in un incubo! Devo andare... devo andare da loro !
Mentalmente passo in rassegna tutti gli ospedali del paese... ce ne sono 3...Mark ha detto "...è grave..." quindi può essere solo nell'ospedale centrale.



Mi precipito all'interno del ristorante e racconto velocemente a mia madre quello che è successo(Almeno le poche cose che sò),le parole mi escono accavallate le une sulle altre,rispecchiano la mia confusione,ma riesco comunque a farmi capire e poi comincio a correre in direzione dell'ospedale che dista solo pochi minuti da casa mia.
Sono nervosa e impazziente di capire cosa sia potuto succedere... ma allo stesso tempo ho paura di sapere!



In pochi minuti sono davanti alla clinica... mi batte forte il cuore, posso sentirlo rimbombare nelle orecchie, e mi tremano le gambe... mi sembra tutto così inreale, non posso credere che sia vero.Ormai mi sono convinta che sia la signora Marconi la causa del pianto di Mark.



Mi ritrovo davanti al bancone dell'accettazione dove, dietro alla scrivania ,è seduto un'uomo sulla trentina con indosso la divisa blu tipica degli infermieri, che muove rapide le mani sulla tastiera del computer... non alza neppure la testa,quando con tono quasi scocciato mi chiede
"Desidera?"
"Vorrei sapere dove si trova la signora Marconi...Magda Marconi per favore."
L'infermiere immette il nome nel computer e dopo pochi secondi mi risponde
"Ho una Marconi in archivio ma è la signorina Chiara Marconi non Magda."

Kia!?...Non può essere... sento le gambe cedermi...
"Dove... Dov'è?"
"Stanza 107, 2° piano! Ma lei chi è?Le visite sono consentite solo ai parenti."
"Sono..sono la cugina...la prego mi faccia andare!"
Senza rendermene conto ho iniziato a piangere...l'infermiere mi fissa con sguardo indagatorio e capisco che non mi ha creduto... ma io DEVO vederla, DEVO sapere cosa le è successo,DEVO sapere come stà...
"Prenda l'ascensore fino al 2° piano, prenda il primo corridoio sulla destra la stanza è l'ultima la 107. Ma mi raccomando solo 5 minuti non di più."
"Grazie... grazie infinite"

Premo il pulsante di chiamata ma non ce la faccio ad aspettare che scenda al pino terra e inbocco correndo le scale.
L'angoscia in questo momento mi domina, non riesco a capire cosa sia potuto succedere..Ha avuto un'incidente? ...Mark ha detto è grave... o mio Dio non può essere!Non può succedere propio a lei!
Finalmente arrivo al secondo piano, mi manca il fiato ma non riesco a smettere di correre, non posso...



Vedo Mark appoggiato al muro accanto alla porta della stanza 107 che piange disperato...alza la testa e i nostri sguardi colmi di disperazione e lacrime si incrociano.
Ci buttiamo l'uno nelle braccia dell'altro in un'abbraccio di coraggio.
Mark mi strige forte, tanto forte da farmi mancare il fiato.



"Mary... Mary... grazie di essere quì..."
"Co...Cosa è successo?"
Entrambi stiamo piangendo,e non riusciamo a smettere di stringerci...
"Ieri pomeriggio è uscita per andare in città... voleva comprare un apio di scarpe nuove... volevo andare con lei... non sò perchè... sentivo che c'era qualcosa che non andava... lei non ha voluto... ha detto che le sarei stato di peso....perchè non ho insistito?...perchè Mary... PERCHé?.."
Inizia a singhiozzare e le parole gli muoiono in bocca... affonda il viso bagnato di lacrime nei miei capelli e io d'istinto gli accarezzo dolcemente la testa cercando di calmarlo.
Dopo qualche minuto riesce a continuare il racconto
"Non... non sappiamo cosa sia successo o...o se fosse con qualcuno...ma... ma verso sera abbiamo ricevuto la chiamata della polizzia che ci comunicava di aver trovato Chiara sul ciglio della strada che collega il paese con la città... pensavano si fosse trattato di un'incidente... il suo motorino era semi distrutto a pochi metri da lei..."
"L'hanno investita?"
"Così pensavamo.... invece... invece in ospedale ci hanno detto che era stata violentata e picchiata a sangue...se solo avessi insistito...se fossi andato con lei... non le sarebbe successo nulla...!"
Un macigno mi è appena caduto sulla testa... non è vero, non PUò essere vero... chi può aver fatto una cosa simile a Kia... lei così dolce... chi può aver avuto il coraggio...
Dolcemente allontano Mark
"Come stà ora?"
"E' in coma Mary... ha diverse fratture e ha perso molto sangue... troppo sangue...l'hanno picchiata selvaggiamente... le hanno rotto la testa... i medici non sanno se si riprenderà..."
"Posso... posso vederla?"
Mark mi fà un cenno di assenso e apre la porta.



La stanza è luminosa e odora di disinfettante, il silenzio è rotto solo dal rumore della macchina collegata al cuore di Kia e dal respiratore.
Alla mia destra vedo la madre che esausta si deve essere addormentata sulla poltroncina della stanza.




Lentamente mi avvicino al letto... guardo la mia amica... il suo splendito viso è gonfio e pieno di lividi e tagli, i suoi bei capelli biondi non ci sono più...
Poi vedo la stanza che lentamente diventa nera.

lunedì 6 ottobre 2008

Capitolo quinto


Non pensiate che il lavoro al ristorante inizi a piacermi...non è assolutamente così!
E' vero che non mi è più tanto ostico come all'inizio, mi sono resa conto che è meno brutto di quello che pensavo.E poi mi ha permesso di incontrare Gabriel... il che non è poco!!!!
Lavorare a contatto con la gente mi piace... tra l'altro quì i clienti sono sempre gli stessi e devo dire che mi hanno preso in simpatia.



Il paese non è grandissimo e più o meno c si conosce tutti, almeno di vista, quindi non è raro sentire qualcuno che ricorda di quando ero piccola e di tutte le "marachelle" che ho combinato come quella volta che a 3 anni avevo deciso di andare al mare e tutto il paese ha visto un frugoletto rosso in costume da bagno, ciabatte e con l'asciugamano in spalla aggirarsi per le vie...la cosa non farebbe così ridere se non fosse che il paese dista circa 150 Km dal mare ed era metà ottobre!!!!Di quel giorno ricordo solo le ovvie conseguenze: un febbrone da cavallo che fece preoccupare mia madre all'inverosimile!!!
Sono momenti un pò imbarazzanti per me, anche perchè ho sempre il timore che il mio Angelo possa entrare mentre si stanno raccontando momenti della mia infanzia o adolescenza che preferirei venissero dimenticati da tutti!!
I miei timori si concretizzano in quel momento!!!



Alle spalle del signor Jonash appare Gabriel... propio mentre mi stà ricordando di quando a 6 anni mi sono messa a ballare nuda in giardino cantando "Liberi Liberi" di Vasco...( non chiedetemi perchè....da bambina ero strana, non avevo un motivo per fare le cose!"
Vedo Gabriel che tenta di nascondere una risata e inevitabilmente sento il mio viso che si colora di rosso.
"Ciao Mary!Però eri un bel tipino da piccola! Spero di poter assistere alla prossima esibizione!!!" scuotendo la testa si allontana in direzione della zia.
Ecco... ora ho propio perso qualsisi remota possibilità con lui...penserà che sono una completa imbecille!!!!
Vorrei che la terra mi inghiottisse...Che figura!CHE FIGURAAAAAAAAAA!!!!
Improvvisamente mi accorgo che non mi toglie gli occhi di dosso...



Oddio l'Angelo sta guardando me?Sta guardando propio me?...Che emozione!Sento il viso in fiamme e il cuore che batte così forte che sembra voler uscire dal petto.
Gabriel si avvicina... stranamente ogni suo passo corrisponde a un battito del mio cuore...ormai è davanti a me, avvicina la sua bocca al mio orecchio e mi sussurra"Lo sai che sei propio carina quando ti imbarazzi?"



Non mi dà nemmeno il tempo di rispondere(cosa che tanto non sarei riuscita a fare visto che non riesco a muovere nemmeno un muscolo!)e se ne và.
Poco ci manca che svengo cadendo dietro al bancone come una pera cotta!
Ha detto che mi trova carina!?!? MI TROVA CARINA!!!!Oddio non ci posso credere... trova carina propio me...ME!

Ora si che ho qualcosa da raccontare a Kia!
Decido di prendermi una piccola pausa per chiamarla... compongo il numero col cuore in gola per l'emozione e aspetto di sentire la sua voce...



-Vodasim informazione gratuita...-
Ancora spento... strano...
Provo a chiamarla a casa,anche se fosse fuori sapranno certamente dirmi dove di trova e magari riesco a raggiungerla...
Niente anche a casa non risponde nessuno!
Stò per chiamare Mark quando davanti a me appare Gabriel che mi guarda sorridendo
"Senti volevo chiederti una cosa...Hai impegni stasera?"
Mi stà chiedendo di uscire?! Ma no... sicuramente dovrà uscire con una ragazza bellissima e vorrà chiedermi di badare al gatto o al criceto!... e se non fosse così? ...se mi stesse davvero chiedendo di uscire?!...
Mi accorgo che lo sto fissando con sguardo perso da circa 2 minuti...
"Ti ha mangiato lalingua il gatto Mary?"
Ecco il gatto..Ma quanto sono stupida da 1 a 100?
"Mary tutto bene?perchè non rispondi? se non ti và puoi sempre dire no ma dì qualcosa!"
Ok 99,99...
"Si...si tutto bene! a cosa dovrei dire no?"
100
"Meno male iniziavo a preoccuparmi! Allora te lo chiedo in un'altro modo: Ti va di uscire a bere qualcosa stsera?"
ODDIO!!!! Niente gatto o criceto... io...LUI... uscire... bere... stavolta svengo davvero!



"Io e te?"
"Bhè il mio invito era rivolta solo a te!"
"Si...si per me va benissimo!"
"Ok allora ti lascio il numero di telefono così poi ci mettiamo d'accordo"



Ho il numero di telefono dell'Angelo! Stasera esco con lui!!!Non ci posso credere!!!!
Devo trovare assolutamente Kia... devo raccontarle tutto!!!

Riprovo a chiamarla sul telefonino ma ancora nulla... allora provo a chiamare Mark, suo fratello...
Fà un paio di squilli poi mi risponde la sua voce rotta dal pianto.

giovedì 2 ottobre 2008

Capitolo quarto

Sono passati due giorni dall'ultimo incontro col mio angelo moro,il tempo è decisamente migliorato,dopo3 giorni di pioggia oggi splende un meraviglioso sole nel cielo azzurro come gli occhi di Gabriel.


(quella che vedete è uno dei macabri manichini di mio fratello!!)

Questa mattina mi sono svegliata con un'insolita allegria addosso.Mi sento felice!
Tanto felice che avrei voglia di cantare!
Un pò come in quei film che andavano di moda una volta,dove la protagonista cantava ogni volta che le succedeva qualcosa o per esprimere le propie emozioni...Che buffo!
Mi immagino mentre canto e ballo per la stanza... questo pensiero non può che farmi scoppiare in una grossa risata.

"La vuoi finire di fare tutto stò casino!?! Quì c'è gente che vorrebbe dormire!"




Mio fratello... con cui purtroppo devo dividere la camera.
Mi sento così felice che non mi và di litigare...mi avvicino al suo letto e gli stampo un grosso bacio sulla fronte.
"Scusa fratellone!Continua pure a dormire, non ti disturberò più,promesso!"
Lucas rimane un'attimo sbigottito dal mio comportamento,poi nascondendo la testa sotto al cuscino boffonchia"Dì te l'ha mai detto nessuno che fà male bere di prima mattina!?"
"Uff..." è l'unica cosa che dico prima di uscire dalla stanza, sono veramente troppo felice per farmi innervosire da quell'apatico di mio fratello!
Al piano di sotto trovo mia madre ,ancora in pigiama, intenta a preparare le frittelle!



Non c'è che dire la giornata inizia propio bene!
Mi avvicino e schiocco un'altro grosso bacio, questa volta sulla guancia di mia madre.
"buon giorno mamy!"
Anche lei, come mio fratello, rimane un'attimo sbigottita,lo capisco dal modo in cui mi guarda...come se avesse visto un alieno che balla la tarantella nudo nel nostro soggiorno.



"Tesoro di senti bene?"
Ma insomma è così strano vedermi contenta!?!
Ok lo ammetto... non è da mè comportarmi così!Non sono mai stata molto espansiva, difficilmente mi lancio in effusione ,anche con la mia famiglia.
"Ma si mamy... il bel tempo mi mette allegria tutto quì!"
Mangio con gusto le frittelle, che questa mattina mi sembrano ancora più buone del solito, mentre mia madre si stà vestendo nella sua camera, che si trova alle mie spalle.
Dietro la porta sento la voce di mia madre, mi stà parlando ma capisco solo:"... come stà Chiara? E' un pò che non la vedo!"Chiara è il vero nome di Kia.




Kia!!!Improvvisamente mi ricordo che sono 2 giorni che non la sento!
Quando esce con un nuovo ragazzo che le piace non è così strano che non si faccia sentire;ma di solito mi faccio sempre sentire io, per sentire le novità e per vedere se è la volta buona !... ma in questi giorni,presa com'ero dai miei pensieri, mi è propio passato di mente!
"Credo bene mamma!Ora la chiamo"
Metto il piatto vuoto nel lavello e corro al piano di sopra dove ho lasciato il cellulare.



-Vodasim informazione gratuita, il numero della persona chiamata potrebbe essere spendo o irraggiungibile.La invitiamo a riprovare più tardi.Grazie.-




Guardo l'orologio appeso al muro...Sfido io che ha il telefonino spento...sono le 8:30 e prima delle 10 non si sveglia mai!
Prima di svegliare di nuovo Lucas scendo al piano di sotto,ripromettendomi di chiamare Kia più tardi, arrivo in tempo per fermare mia madre prima che esca.





"Mà oggi posso iniziare prima al ristorante?E' sabato e sicuramente ci sarà parecchia gente!" ( Non è che mi stia iniziando a piacere il lavoro... spero solo che il mio angelo passi a trovare la zietta!)
Per la seconda volta nell'arco di mezz'ora mi guarda come se stesse vedendo l'alieno di prima ballare in cortile.




"Si... certo tesoro!"
Indugia un'attimo, si avvicina e posa una mano sulla mia fronte, poi si gira e apre la porta.
"Ci vediamo più tardi allora"

Appena chiusa la porta non riesco a trattenere una risata.
Dal piano di sopra sento mio fratello che si lamenta
"Ho capito mi alzo,tanto sembra che in questa casa a nessuna importi del mio sonno. Non si può mai stare in pace... e che cavolo!"
Bhè meglio così!